La Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio
Mitrei e Chiese, militari e preti. Fatevi un regalo, visitate Santo Stefano Rotondo al Celio. L’edificio cristiano, costruito nel V° secolo sopra i “castra peregrina” delle truppe imperiali di Roma, seppellì, pietra su pietra, il ricco luogo di culto. La pianta della chiesa, anticamente rivestita di marmi preziosi, era circolare ad anelli concentrici, intersecati da quattro bracci in forma di croce. Maestosa sovrapposizione del nuovo sacro sul vecchio pagano. Nel tamburo del vano centrale, sormontato da una cupola leggera, si aprivano 22 finestre da cui, intensa, si irradiava la luce. Sotto, 22 colonne ioniche attorno alla prima navata anulare e altre 36 su quella più esterna, si imperlavano coi riverberi del sole. La luce centrale simboleggiava il divino e la moltiplicazione dei cerchi concentrici il suo ordine. La croce, pregna della passione di Cristo, era la via per la salvezza degli uomini. Questo mistero di arte, fede, luce e ingegneria, non ci è pervenuto integro. Lo spopolamento del Celio nell’alto medioevo e i tanti saccheggi delle epoche successive provocarono guasti incurabili e i restauri, tra il XII° e il XVI° secolo, ricostruirono senza conservare. Nel vano centrale furono inserite tre arcate per sostenere il tetto pericolante. Le 22 finestre del tamburo furono chiuse e sostituite con 8 bifore. Fu eliminato l’anello esterno della chiesa, murando le arcate sorrette dal colonnato. Infine, sparirono tre dei bracci della croce e al centro dell’edificio comparve un recinto ottagonale dipinto. Anche la Controriforma, alla fine del XVI° secolo, ci mise la sua firma, disegnando scene di martirio, per altro raccapriccianti, sui muri perimetrali della chiesa. Anche il Mitreo romano, del resto, fu quasi cancellato. La magia no, quella resta indelebile.
BASILICA DI SANTO STEFANO ROTONDO – Via di Santo Stefano Rotondo 7, Roma

