Passeggiando per la Galleri Nazionale
In un pomeriggio piovoso d’inverno trovavamo rifugio da un improvviso acquazzone abbattutosi nella Capitale nei saloni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna.
E lì vagando, novelli flâneur del nuovo Millennio, fra opere di impareggiabile bellezza, ci innamoravamo di Balla, dell’Ercole del Canova, dei sogni di Corcos, di Modì, di Degas, di Rodin, delle tre età della donna di Klimt, delle Avanguardie, di Mirò e Man Ray fino a perderci negli spazi metafisici di De Chirico.
Passeggiando con leggerezza nelle sale della Gnam sentivamo ancora aleggiare il mito di Palma Bucarelli, raffinata intellettuale, critica e storica dell’arte che della Gnam fu Direttrice e Sovrintendente per più di un trentennio, travolti da tante suggestioni ci regalavamo poi una pausa e un buon tè nell’elegante salone del Caffè delle Arti. Una Roma che non sembra Roma, un’architettura unica. Sontuosa. Magnifica.
Poi rientravamo nel Museo e ci attardavamo ancora un pò davanti ad una piccola, delicata, struggente scultura…la Psiche svenuta di Pietro Tenerari. Opera del 1822. Una scultura che ben rappresenta lo stile purista, movimento artistico italiano sorto intorno al 1833, di cui Tenerari era un esponente brillante.
Oggi è lei, la Psiche svenuta, l’opera che ci porteremo virtualmente nel cuore lasciando la Galleria, lei Psiche..la mortale cantata da Apuleio nelle sue Metamorfosi, la mortale dalla bellezza uguale a Venere che sposerà Amore e per lui supererà tutte le prove che la porteranno all’immortalità.
Il nostro pomeriggio di pioggia ci ha fatti naufragare, ma non nella pioggia cittadina. Nella bellezza del nostro patrimonio artistico. Uno splendido pomeriggio invernale.
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GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna – Viale delle Belle Arti 131, Roma
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Flâneur, termine reso famoso dal poeta francese Charles Baudelaire, indica il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, provando emozioni nell’osservare il paesaggio.

